contatore statistiche per siti Che cos’è la Peronospora – Peronospora della Vite Vai al contenuto

Che cos’è la Peronospora

D. Cos'è la Peronospora della vite? 
R. 
La Peronospora della vite è la malattia che in gran parte dell'Italia settentrionale rappresenta la maggiore ragione della difesa antiparassitaria del vigneto, perché, se non adeguatamente controllata, può decurtare fortemente la produzione. Originaria dell'America, giunse in Europa nell'ultimo quarto del 1800.

D. Che danno fa la Peronospora?
R.
 Il danno è a carico degli organi verdi della vite, in particolare delle foglie, che arrivano a rinsecchire e cadere, dei grappoli, che possono venire interamente distrutti.

D. Come avviene la contaminazione peronosporica?
R.
 Le prime infezioni (dette 'primarie') partono dagli organi svernanti presenti nel terreno e possono ripetersi per un certo periodo ogni  qualvolta si verifica una pioggia, solitamente di una certa consistenza. Successivamente il contagio può partire anche dagli organi di riproduzione presenti sulla muffa bianca da poco evasa sulle foglie ('infezioni secondarie'), e per queste può essere sufficiente una bagnatura di qualche ora (anche forte rugiada o irrigazione soprachioma).

D. In quale stadio di sviluppo può essere colpito il grappolo?
R.
 Il grappolo è certamente la parte che più ci interessa salvaguardare. Sulla gran parte delle varietà coltivate nell'Italia settentrionale può essere colpito per tutto il periodo che va dalla sua 'differenziazione' (in pratica già a fine Aprile/primi di Maggio a seconda delle zone, della sensibilità varietale e dell'andamento stagionale) fino ad avvenuta 'invaiatura'.

D. Perché si dice che il grappolo in fioritura sia più sensibile alla Peronospora?
R.
 La delicata fase della fioritura espone maggiormente il grappolo all'attacco della Peronospora. Il motivo principale sta nel fatto che in caso di pioggia o di forte rugiada questo rimane bagnato per maggior tempo che non altre parti della vite, offrendo così maggiori occasioni di contagio. Più precisamente l'ammasso dei fiori e dei residui fiorali che restano sul grappolino, creano una situazione più a lungo favorevole all'entrata della malattia. Un'altra ragione è che con la caduta della "caliptra" (cuffia che ricopre gli oragini fiorali) viene messa a nudo una parte del fiore stesso non protetto dal trattamento, eseguito magari recentemente con prodotti di copertura. La maggior esposizione alle infezioni dei grappolini, causa una bagnatura più prolungata che non sulle foglie, si può avere anche prima della fioritura, addirittura alla differenziazione del grappolino. Sarebbero soprattutto queste le ragioni per cui si notano talora grappolini colpiti e non le foglie.

D. Cos'è la 'Peronospora larvata'?
R.
 E' quella forma di attacco estivo di Peronospora sull'acino (nel settentrione dai primi di Luglio) che si manifesta con l'imbrunimento e l'appassimento dei singoli acini senza evidenziare in superficie la caratteristica muffa bianca.

D. Sul grappolo è più pericoloso un attacco precoce, cioè prima della fioritura, o uno più tardivo dall'allegagione in poi?
R.
 Dipende naturalmente dal grado dell'attacco o, più precisamente, dal numero dei grappoli colpiti. Tuttavia si può affermare che un attacco in prefioritura è certamente molto pericoloso perchè può ipotecare negativamente il proseguimento della campagna con possibili successivi contagi qualora perdurasse il maltempo. Se invece il tempo dovesse stabilizzarsi sul bello la perdita dei grappolini potrebbe venire in buona parte compensato da quelli rimasti indenni. Diverso il caso di un attacco ai grappoli da post allegagione ad invaiatura dove il danno alla produzione sarebbe più immediato e tangibile.

D. Quanto può influire sulla produzione l'attacco di Peronospora solo sulle foglie?
R.
 Un attacco lieve (alcune macchie) non ha alcuna influenza sulla produzione. Un attacco rilevante, specie se tardivo, può portare ad una forte defogliazione dei tralci con conseguente riduzione della capacità fotosintetica della pianta e con ovvia influenza negativa sul regolare processo di maturazione degli acini (incompleta maturazione).

D. Un vigneto colpito da Peronospora, può risentire dei danni anche l'anno successivo?
R.
 Di solito no. Più precisamente la carica di Peronospora dell'anno, pur ripercuotendo i suoi esiti di danno nel tempo non determina necessariamente la pericolosità della malattia nell'anno successivo, la quale rimane più propriamente correlata all'andamento meteorologico in corso. E' indubbio tuttavia che consistenti attachi estivi determineranno una maggior carica di oospore che ipoteca un alto potenziale infettivo per l'anno successivo. Inoltre, in caso di forte e diffuso attacco vi potranno essere ripercussioni sui legni che si presenteranno mal lignificati per la successiva annata.

D. Perché vi sono territori dove la Peronospora risulta meno pericolosa che in altri?
R.
 Lo sviluppo di questa malattia, oltre ad essere fortemente condizionato dall'andamento stagionale, subisce l'influenza del clima e del microclima della zona; di conseguenza in territori più ventilati con umidità relativa più bassa (vedi pedecollina, collina) ha minori occasioni di essere dannosa che non in una vallata o in pianura dove solitamente ristagna più alta l'umidità.

D. Cos'è la regola del 'tre 10' e a cosa serve?
R.
 È il verificarsi contemporaneo di una pioggia di almeno 10 mm in uno o due giorni e di una temperatura non inferiore a 10°C nella fase in cui i germogli della vite presentano una lunghezza superiore a 10 cm. Fu emanata da Baldacci nel 1947 ed è ormai superata da più affidabili supporti previsionali. Tuttavia viene ancora convenzionalmente osservata da molti per determinare l’inizio della lotta antiperonosporica.

D. Quante 'generazioni' può avere la Peronospora in un anno?
R.
 Le 'generazioni' o più precisamente le infezioni successive alle prime, che, come detto, partono dagli organi svernanti nel terreno, possono essere anche molte nel corso dell'annata. Possono accavallarsi le une alle altre (primarie e secondarie). Tutto dipende dall'andamento stagionale.

D. Qual è il fattore climatico più importante per lo sviluppo della Peronospora?
R.
 I fattori climatici che determinano e condizionano le infezioni peronosporiche sono le precipitazioni, la temperatura e l'umidità dell'aria. La pioggia è certamente l'evento climatico più determinante. La temperatura e l'umidità dell'aria condizionano più propriamente lo sviluppo e il progredire della malattia. Nell'Italia settentrionale, ad esempio, se Marzo ed Aprile decorrono piovosi con temperature non inferiori alla media stagionale potrà originarsi un potenziale infettivo già pericoloso ai primi di Maggio. Rimangono tuttavia i mesi di Giugno e Luglio, periodo coincidente col massimo sviluppo della vite, quelli normalmente più a rischio per la produzione.

D. Quanto influisce la natura del terreno sullo sviluppo delle infezioni?
R. 
Poichè la Peronospora per maturare i suoi organi di diffusione necessita di un ambiente ricco di umidità, tutti quei terreni la cui natura o condizione favorisce ristagni idrici e li conserva più a lungo inducono, a parità di altri presupposti, maggior rischio infettivo che non nei terreni con opportuno sgrondo, sciolti, declivi, ricchi di scheletro.

D. Sono più pericolose le piogge di giorno o di sera/notte?
R.
 A parità di altre condizioni risultano più pericolose per le infezioni quelle piogge che mantengono la vegetazione bagnata più a lungo. Perciò una pioggia di sera o notturna manterrà la vegetazione ed il terreno bagnati per più tempo che non un acquazzone in pieno giorno.